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Via del sale

Il sale è sempre sulle nostre tavole. E’ un elemento che non serve solo a insaporire le pietanze, ma anche per far funzionare al meglio – senza mai esagerare – quella che è la macchina perfetta del nostro corpo. Un elemento a noi familiare e che ha una storia millenaria che vale la pena conoscere, seppure a grandi linee.

Cos’è la via del sale?

la-via-del-sale-Con il termine via del sale si indicano tutti quei percorsi che fin dagli albori dell’uomo hanno rappresentato le rotte lungo le quali veniva trasportato questo prezioso materiale. Quindi non esiste una unica via del sale, ma innumerevoli itinerari, vere e proprie rotte commerciali lungo le quali per secoli il sale veniva trasportato nelle regioni che ne erano prive. La via del sale poteva essere, quindi, sia una vera e propria strada percorsa da carri, come pure una rotta navale solcata da agili e veloci velieri.

Ma la via del sale ha anche rappresentato un tragitto nel quale si utilizzavano i cammelli. La via del sale è sempre stata importante anche e forse soprattutto per fini commerciali. Il sale, da cui fra le varie cose deriva il termine salario (il compenso per un lavoro svolto veniva pagato con il sale), ha rappresentato un bene fondamentale ciò che oggi verrebbe definito strategico. Chi controllava la via del sale aveva il dominio economico, il che significa potere politico e, per l’appunto, strategico.

Di via del sale ce n’è più di una

Nel mondo di via del sale ve ne sono numerose e ognuna ha la propria storia e la sua particolarità. In Africa, ad esempio, la famosa trans – sahariana era una classica via del sale, una importante rotta commerciale attraversata da dromedari e cammelli carichi anche di quello che veniva chiamato oro bianco. Altra via del sale africana è quella di Azalai, nel cuore dell’Africa che va dalle miniere di sale di Taudenni fino alla mitica Timbuktu, un percorso secolare scandito da immutati e antichi ritmi imposti dal deserto.

Un’altra storica via del sale africana e quella che ha visto per secoli trasportare le lastre di sale a dorso di cammelli lungo il deserto della Dancalia, dove la temperatura media si aggira attorno ai 34 gradi C, per arrivare ai villaggi dell’Etiopia.

Una via del sale che si snoda per oltre duecento chilometri e che arriva a Mekele che si trova nella regione del Tigray a circa seicento chilometri da Addis Abbeba. La via del sale esisteva anche nella remota terra dell’Hiamalaya percorsa da carovane di yak. Una via del sale era il fiume Gandaki, uno dei maggiori fiumi del Nepal e un affluente del Gange in India, e un’altra era quella di Namche Bazaar, un villaggio che si trova nel nord – est del Nepal.

Più di una via del sale anche in Europa

In Europa fin dal neolitico la via del sale collegava le popolazioni mediterranee a quelle che vivevano nel nord, e rappresentavano un percorso molto importante proprio perché venivano ad essere utilizzate per trasportare un derrata molto preziosa come appunto è il sale. Come è testimoniato da numerosi reperti archeologici una via del sale europea, forse una delle più antiche, conduceva a Hallstatt, un villaggio che si trova nel nord dell’Austria.

L’antica e importante via del sale che collegava le due le due città di Tedesche di Lüneburg e il porto di Lubecca, non solo fu utilizzata per trasportare il sale che successivamente veniva venduto lungo tutte le coste del Mar Baltico, ma questa via del sale venne anche percorsa da Johann Sebastian Bach che la intraprese per raggiungere nel 1705 Dietrich Buxtehude, noto organista e compositore, che suonava nella Marienkirche di Lubecca l’organo. Grazie a questa via del sale la Lega Anseatica divenne ricca e potente.

Una altra via del sale importante in Germania era quella di Halle, che si trova nei pressi di Berlino. Dalle sue saline partiva, ad esempio, la Vogtland. La RegensburgerStrasse era anch’essa una via del sale come lo erano la DelitzscherStrasse, la Landesbergerstrasse, la via Boema e la Bad Salzungen.

Una altra via storica del sale era quella collegava Nizza a Cuneo. Grazie alla via del sale avvenivano anche numerosi scambi economici, ma era anche un mezzo lungo il quale “correvano” e idee e gli scambi culturali. I collegamenti tra l’Italia e la Francia legati alla via del sale, o come direbbero i francesi la route du sel, erano numerosi. Vi era quella che collegava attraverso, le Alpi Cozie, Saluzzo, quelle che attraversavano le valli circostanti Ventimiglia, senza contare i numerosi trasbordi che si verificavano lungo i fiumi navigabili.

La prima via del sale “acquatica” fu quella del canale di Stecknitz che venne realizzo nel XIV secolo. Lungo la penisola italiana la via del sale fu un percorso intrapreso nella notte dei tempi e ogni regione ha la sua via del sale. Molto probabilmente la strada più famosa è la Salaria, la strada consolare costruita da romani proprio come via del sale.

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