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Dieta fruttariana, tante perplessità sulla dieta mono-frutto  

La dieta fruttariana è fondamentalmente una forma severa di dieta vegana che si limita a far consumare frutta secca e frutta fresca.

Dalla dieta fruttariana sono, pertanto, totalmente esclusi tutti quegli alimenti che sono di origine animale, come pure quasi tutti i semi e piante. Nella dieta fruttariana, vi sono quindi da poter scegliere fra sette gruppi fondamentali di frutti. Chi segue una dieta fruttariana potrà cibarsi scegliendo fra frutti oleosi, come ad esempio olive e cocco, oppure potrà mangiare della frutta secca come le prugne secche, i fichi e i datteri.

Nei gruppi fondamentali di frutti che sono disponibili per chi intenda seguire una dieta fruttariana, vi sono i semi come quelli di zucca e di sesamo, le noccioline, come i pinoli, le nocciole, i pistacchi, le noci macadamia, le noci pecan, gli anacardi e le mandorle, frutti dolci come i cachi, i meloni, l’uva e le banane.

Oltre a questi alimenti in una dieta fruttariana si possono anche mangiare dei frutti che hanno una bassa componente acida quali pere, pesche, mirtilli, more, lamponi, ciliegie e mele dolci, ma anche frutti acidi come kiwi, melograni, ananas e agrumi.

Partendo dal presupposto che ognuno di noi può scegliere in totale e completa autonomia come poter perdere peso, non si può però non osservare come la dieta fruttariana sia un qualcosa di davvero difficile da seguire e che oltretutto essa non può essere di certo considerata come una filosofia di vita, come invece alcuni sostenitori della dieta fruttariana intenderebbero far comprendere.

Infatti, è alquanto palese che, molto probabilmente, nella foga del voler sostenere le proprie tesi, i sostenitori della dieta fruttariana come vero e proprio stile di vita, si sono evidentemente dimenticati che l’essere umano deve la sua evoluzione come pure la sua sopravvivenza proprio in virtù di essere un essere vivente onnivoro.

Non occorre di certo essere uno scienziato di chiara fama mondiale per ricordare che, tutte le specie che si alimentavano con un solo tipo di alimento sono o sparite o in via di estinzione, proprio perché non sono state in grado di evolversi e adattarsi ai cambiamenti climatici.

Molti i dubbi sulla (mono) dieta fruttariana

dieta fruttarianaÈ indiscutibile che il consumare la frutta, come d’altronde anche la verdura, rappresenti un sano e corretto stile alimentare, ma arrivare al punto di basare tutta la propria esistenza e il proprio benessere esclusivamente sui cibi proposti da una dieta fruttariana, rappresenta un forte rischio, un salto nel buio che è fin troppo eccessivo.

Come appare anche fortemente riduttivo e strumentale il voler sostenere i valori espressi potenzialmente da una dieta fruttariana, asserendo che i nostri progenitori vivevano sugli alberi e si cibano solo di frutta e verdura.

Chi sostiene questo per avvalorare gli eventuali buoni presupposti esistenti nel seguire una dieta fruttariana, si dimentica poi che i nostri progenitori non solo sono scesi dall’albero, ma che hanno incominciato a mangiare anche altri cibi. Ma oltre a ciò, il voler sostenere che l’uomo sia di nascita un essere che seguiva una dieta fruttariana non è suffragato da alcun valido e concreto elemento.

Chi afferma ciò si dimentica forse che, seppure la teoria di Darwin reputi che l’essere umano discenda dalla scimmia, è una grande inesattezza sostenere che esse mangiano esclusivamente frutta e verdura. Oppure si vuole negare la reale esistenza delle scimmie cacciatrici che mangiano, fra le altre cose, altre scimmie? È ormai assodato che al mondo vivono e prosperano, oltre a avere enorme fortune economiche, i più strani e variopinti soggetti. Pur tuttavia si deve sempre ricordare che la perdita di peso non può essere vista come una moda, come un qualcosa che alla prossima stagione finisce dimenticata nei nostri cassetti.

Chi è che ha ideato la dieta fruttariana

Quello che attualmente è considerato un vero e proprio guru, e a livello internazionale è visto come una delle autorità maggiori nel campo della alimentazione, David Wolfe, ha fatto anche la sua fortuna personale reputando che chi segue la dieta fruttariana debba mangiare esclusivamente un solo tipo di frutta alla volta e aspettare ben trequarti d’ora prima di poterne mangiare un altro tipo.

Si suppone che ogni essere umano siano in grado di poter trarre le opportune e dovute conclusioni. Non vai poi dimenticato che i sostenitori della dieta fruttariana raccomandano che, se il soggetto ha ancora fame, dopo esserci cibato ovviamente esclusivamente di un solo tipo di frutta, può insistere nel mangiarlo finché non si senta sazio.

Sorgerebbe una domanda spontanea: ma quanti chili di ciliegie o di olive o di prugne secche, o di anacardi, si dovrebbero mangiare in una dieta fruttariana per potersi sentire sazi? A tal proposito le risposte languono.

Quindi i canoni basilari della dieta fruttariana si basano sul fatto che si possa mangiare un solo tipo di frutta finché si ha fame. Forse, per poter perdere peso sarebbe molto meglio avvalersi di una scelta di cibi più consona e più attenta, andando sì a privilegiare il consumo di frutta, senza però dimenticare l’importanza della verdura.

Per poter effettivamente perdere peso, e quindi poi mantenerlo, è necessario mangiare bene e sano, fare una moderata attività fisica e, all’occorrenza, farsi anche dare un aiuto dagli integratori, prodotti naturali che si possono anche facilmente e comodamente reperire online tramite internet.

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