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Abbronzatura, tutti i benefici derivati dai raggi del sole

Per molte persone, la bella stagione significa finalmente poter prendere una bella abbronzatura in forma naturale, mettendosi al sole in piscina, in spiaggia o nel giardino di casa. Ma prima di iniziare una abbronzatura gli esperti suggeriscono alcuni piccoli accorgimenti.

In primo luogo è necessario utilizzare una adeguata protezione solare. Per poter ottenere una buona abbronzatura occorre anche preparare la pelle. Quindi è opportuno fare una bella doccia, esfoliare la pelle e quindi idratare la pelle.

Abbronzatura Per avere una perfetta e omogenea abbronzatura è anche opportuno applicare il giusto livello di protezione solare. I dermatologi suggeriscono una protezione che abbia un fattore protettivo 15. Se si ha intenzione di bagnarsi durante l’abbronzatura è da ricordarsi di utilizzare una crema solare che sia idrorepellente. È anche opportuno rammentare di bere molta acqua.

Dopo l’abbronzatura si deve idratare la pelle e per far ciò si può utilizzare una lozione a base di aloe per lenire la pelle. L’abbronzatura tecnicamente è il processo mediante il quale il colore della pelle è oscurata o, per l’appunto, abbronzata.  Il processo è più spesso il risultato di una esposizione ai raggi ultravioletti, chiamati UV, del sole o da sorgenti artificiali, come per esempio un lettino abbronzante.

Vi sono anche alcune persone che usano prodotti chimici che possono produrre un effetto abbronzatura senza sottoporsi ad una esposizione a radiazione ultravioletta. Una moderata abbronzatura derivante da una esposizione al sole contribuisce alla produzione di vitamina D da parte dell’organismo. Ma una eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti può provocare effetti negativi sulla salute, come ad esempio le scottature e può perfino far aumentare il rischio di cancro della pelle, così come la funzione del sistema immunitario depresso e l’invecchiamento accelerato della pelle.

Abbronzatura, prendere il sole gradualmente

Alcune persone che si sottopongono all’abbronzatura risultano essere soggetti che possono scottarsi più facilmente rispetto ad altre. Questo può essere il risultato a causa dei diversi tipi di pelle come pure dal colore della pelle, e questa predisposizione può essere causata da aspetti legati alla genetica. Sussistono diversi casi di dipendenza da abbronzatura. Anche se il meccanismo per il quale si verifica questa dipendenza non è perfettamente noto, alcune prove effettuate nelle numerose ricerche che si stanno eseguendo, indicano che il rilascio di endorfine durante il processo di abbronzatura provoca degli effetti piacevoli che potrebbero essere alla base di questa dipendenza.

Nel corso della storia, l’abbronzatura è andata dentro e fuori la moda. Per un lungo periodo, infatti, la pelle abbronzata veniva ad essere associata con le classi inferiori, perché lavoravano all’aperto e pertanto erano esposte al sole. Durante questo periodo le donne hanno fatto di tutto per preservare la pelle pallida, come segno della loro raffinatezza, arrivando fino al punto di utilizzare i cosmetici a base di piombo per la loro pelle al fine di sbiancare artificialmente il loro tono della carnagione.

Si dovette arrivare agli inizi del XX secolo per poter vedere riconosciuti i benefici terapeutici della luce solare derivanti dalla abbronzatura. Nel 1903 Niels Finsen fu insignito del Premio Nobel per la medicina per la sua terapia volta all’utilizzo del sole come mezzo per combattere il rachitismo. Fu lui a comprendere che l’esposizione al sole consentiva la produzione della vitamina D in una persona. Pertanto, l’esposizione al sole venne ad essere considerato un rimedio per curare diverse malattie, in particolare il rachitismo.

Quando l’abbronzatura divenne di moda grazie a Coco Chanel

Nel 1910 una spedizione scientifica andò nell’isola di Tenerife per testare i più ampi benefici della elioterapia per la salute, e nel 1913 prendere il sole per avere quindi una perfetta abbronzatura era stato indicato come una attività auspicabile per la classe agiata.

Nel 1920, la mitica stilista Coco Chanel accidentalmente si bruciò al sole durante una visita in Costa Azzurra. Quando arrivò a casa con questa abbronzatura ai suoi fan la cosa piacque talmente tanto che iniziarono pure loro a prendere il sole per avere una abbronzatura. La famosa cantante Josephine Baker era idolatrata per la sua pelle scura. Grazie anche a queste due famose donne l’abbronzatura divenne una moda, un segno distintivo per ostentare una ottima salute e un lusso.

Jean Patou, celeberrimo stilista e profumiere francese, comprese che un nuovo mercato si stava prospettando all’orizzonte grazie all’improvvisa notorietà della abbronzatura e nel 1927 lanciò il primo olio solare. Nel 1940 incominciarono ad apparire nelle riviste femminili le prime pubblicità che incoraggiavano le donne alla abbronzatura. Questo nuovo stile di vita influenzò notevolmente anche il campo della moda.

Si può dire che grazie alla abbronzatura nel 1946 fece la sua comparsa il bikini, che cambiò radicalmente lo stile del costume da bagno. Alla metà del secolo scorso fecero vennero lanciati sul mercato i primi oli per far aumentare l’abbronzatura. Nel 1953 apparve nei negozi un prodotto lanciato da una campagna pubblicitaria che è effettivamente passata alla storia. Una bambina bionda e il suo cocker spaniel che le abbassa leggermente il didietro del costume. Questa era la pubblicità dello storico Coppertone.

Oggi le creme solari che sono in commercio sono etichettate con un SPF, che sarebbe poi il numero di fattore di protezione solare. In generale, maggiore è il numero di SPF, e maggiore protezione fornisce il prodotto contro i raggi ultra violetti.

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